martedì 30 aprile 2013

Roambi ed il lato umano dell'informatica

Qualche giorno fa, durante un meeting a lavoro, ho assistito ad una demo che ha tenuto un gruppo di sviluppo software indiano. Il progetto consiste nel riprodurre alcuni report di vendita in modalità mobile, cosicché risultino consultabili tramite iPad. Infatti non sempre le vecchie applicazioni producono output visualizzabili correttamente su dispositivi mobile. Siamo rimasti tutti molto colpiti dal lavoro presentato, soprattutto dalla veste grafica che la demo ha offerto. Il team di sviluppo ha utilizzato una applicazione terza, che si chiama Roambi. Incuriosito, decido di saperne di più, mi collego al sito ufficiale e scopro con piacere che viene rilasciata una versione gratuita dell'applicativo. Il tutto mi è sembrato immediatamente semplice ed intuitivo. Per prima cosa occorre aprire un account. Fatto ciò, possiamo decidere con quale layout, detto view, visualizzare i nostri dati: diagrammi a torta, grafici, barre, semplici liste. Per ciascun tipo di view viene rilasciato uno specifico template, ovvero un foglio excel in formato xslx che è necessario riempire con i nostri dati. Occorre rispettare righe e colonne, perchè Rombi si aspetta di trovare certe informazioni in certe celle. Si può scegliere la view che meglio su adatta alla nostre esigenze, per esempio reports con gerarchie, liste, resoconti, ecc.. Utilizzando la versione professional (a pagamento), è possibile configurare il sistema in modo che la fonte dati non sia un foglio excel bensì un database. Sono supportati tutte le maggiori basi di dati. La configurazione avviene con un file xml che contiene tutti i dati relativi al datasource (remoto) e le query per la lettura.
Nota decisamente piacevoe: il giorno dopo aver aperto l'account gratuito, sono stato contattato da un membro del team Rombi. Non ho ricevuto una mail automatica, ma scritta da una persona in carne ed ossa. Mi si offriva assistenza per qualsiasi tipo di domanda o chiarimento volessi ricevere. Ho richiesto la documentazione tecnica per capire meglio come funzionasse il servizio con connessione a database e sono stato subito accontentato. Sono rimasto molto colpito da questo tipo di attenzione che davvero in pochi frangenti ho riscontrato. Anche per questo consiglio vivamente di provare il prodotto.





sabato 27 aprile 2013

Facce nuove, vecchia guardia, Silvio è sempre lui.

Il nuovo governo Letta che nei prossimi giorni chiederà la fiducia al Parlamento, trasuda di vittoria per Silvio Berlusconi. Il PDL è riuscito a piazzare due suoi massimi esponenti in ministeri cardine: Angelino Alfano agli interni (gestirà quindi la macchina elettorale e l'ordine pubblico) e Gaetano Quagliariello alle riforme istituzionali. Vengono subito in mente sia la riforma delle legge elettorale (improrogabile), sia la riforma della giustizia (tanto cara a Berlusconi). Direi che Silvio si è decisamente sistemato. Chissà poi quali accordi sono stati presi in questi giorni di trattative. Io sarei pronto a scommettere che Berlusconi è pronto a far saltare tutto in caso di condanna in uno dei suoi processi tutt'ora in svolgimento. Quando si permette ad una persone con risorse illimitate di entrare in politica (assenza totale di leggi in proposito o norme fatte ad personam), sono questi i rischi che si corrono. Berlusconi è talmente potente da potersi permettere di risorgere da qualsiasi situazione, anche quando ormai sembra oltre la canna del gas. Possedere televisioni, giornali e, soprattutto, risorse economiche illimitate, rende Berlusconi un avversario quasi fuori portata. Spero che tutti noi, almeno una volta nella vita, ci siamo posti la questione del perché, in qualsiasi altra grande democrazia, se possiedi organi di informazione di massa, non puoi far politica. A ciò va aggiunto, ad onor del vero, che Berlusconi sprigiona una tempra fuori dal comune ed una vocazione alla leadership che tutti i suoi colleghi politici possono solo sognare. Tant'è che il PDL senza lui non esisterebbe. Anzi, tutti gli esponenti dell'attuale Destra italiana, senza Berlusconi non avrebbero il minimo seguito, e lo sanno bene. Infatti nessuno osa metterlo in discussione.  Quando una persona non ha scrupoli ad utilizzare un Parlamento di una nazione sovrana per farsi leggi a proprio uso e consumo, ad assoldare Senatori e Deputati per rovesciare le sorti di un governo, quando questa persona si permette di gestire uno stato come una cosa di sua proprietà, non è lecito sperare che diventi comprensiva e benevola da un giorno all'altro. Quindi, adesso, resta da vedere come Berlusconi si muoverà in futuro, se gli basterà tirare le fila dalle retrovie, se si accontenterà (dopotutto l'età avanza anche per lui) delle rassicurazioni che ha ricevuto in questi giorni di trattative oppure se vorrà tornare prepotentemente alla ribalta. D'altronde può permettersi di far cadere il Governo quando più gli aggrada, magari quando nei sondaggi il Centro Destra sarà sufficientemente avanti. Sono pronto a scommettere, inoltre, che Berlusconi ha ricevuto rassicurazioni non solo sul piano della giustizia, ma anche per quanto riguarda cosucce per lui importanti come il conflitto di interessi, una legge più giusta ed equa sulle frequenze TV, falso in bilancio. Francamente mi sento molto, molto amareggiato, come , penso, tante delle persone che credevano davvero che stavolta qualcosa potesse cambiare. Si è persa una occasione epocale ed il PD ed il M5S devono prendersi la responsabilità completa per quanto accaduto. Io mi ricorderò bene le vicende di questi giorni quando tornerà il momento di votare. Spero che un governo diverso da questo non sia nato perché chi poteva farlo davvero nascere ha in testa una strategia vincente, di cui questo esecutivo è solo una tappa necessaria, e veda più lontano di me. Ma onestamente non ci credo.

venerdì 26 aprile 2013

Parcheggiando a Firenze

Nelle grandi e medie città si sa che trovare un parcheggio può essere un problema. Così dopo aver cercato un po' senza fortuna, eccolo lì un posto vuoto! Accosto e noto che le strisce di demarcazione sono quasi del tutto cancellate. Saranno blu? Mi sembra di si, così mi metto alla ricerca del parchimetro. Cammino un po in un senso, cammino un po' verso l'altro, non lo trovo. Anche scrutando in lontananza, non si nota nulla che gli assomigli. Eppure il cartello che indica la sosta a pagamento c'è, dal lunedì al sabato, dalle ore 8 alle ore 20. Decido di dare una sbirciatina sui cruscotti delle altre macchine in sosta ed a parte un paio di permessi per residenti, nessuno ha la ricevuta di pagamento del parcheggio. Allora decido di chiedere a due ragazze. "Scusate, sapete se qui si paga la sosta? Non riesco a trovare il parchimetro". Una delle due mi risponde: "Guarda, io lavoro qui. Ce la lascio tutti i giorni la macchina senza pagare, i controlli non li fanno mai, vai tranquillo. Magari evita le stradine laterali dei residenti". A volte penso che lo scarso senso civico che spesso ci contraddistingue sia ben foraggiato da chi dovrebbe amministrarci.

M.R.

giovedì 25 aprile 2013

Quirunarie, numeri e riflessioni.


L'altro ieri sono stati pubblicati i numeri delle "Quirinarie" del M5S. I voti espressi sono stati 28.518, così ripartiti (copi ed incollo dal blog di Beppe Grillo, http://goo.gl/ebjVj)

- Gabanelli Milena Jole: 5.796
- Strada Luigi detto Gino: 4.938
- Rodota' Stefano: 4.677
- Zagrebelsky Gustavo: 4.335
- Imposimato Ferdinando: 2.476
- Bonino Emma: 2.200
- Caselli Gian Carlo: 1.761
- Prodi Romano: 1.394
- Fo Dario: 941

Mi vengono in mente alcune considerazioni.
  • Non si è arrivati nemmeno a 30.000 voti, di questi solo 4677 sono andati a Rodotà. Mi chiedo se non siano un po' pochi per gridare, come si è fatto, all'investitura popolare. La possibilità di dare ai cittadini la possibilità di esprimersi liberamente via web è una cosa molto interessante ed indubbiamente il MoVimento ha portato una ventata di modernità all'interno delle nostre istituzioni (vedi dirette streaming). Tuttavia, ribadisco, 4677 voti sono pochi per fare certe dichiarazioni. Considerate che su alcuni siti sportivi i sondaggi lanciati arrivano tranquillamente a contare alcune migliaia di votanti.

  • Romani Prodi, candidato del PD alla Presidenza, ha raccolto 1394 voti. Decisamente meno di Rodotà, ma comunque una cifra comparabile, nell'ottica di queste cifre. Perché non si poteva trovare un intesa su di lui, persona che considero di tutto rispetto, e che comunque rientrava nella rosa dei "Quirinabili"?

  • Andando al di là del totale dei votanti alle "Quirinarie", occorre ricordare che i cittadini sono chiamati ad eleggere i loro rappresentanti in Parlamento tramite le elezioni politiche. Sono questi che a loro volta eleggono il Capo dello Stato. Deputati, senatori, gradi elettori possono valutare a seconda delle situazioni e fare una sintesi, tutti insieme. In Parlamento non siedono solo i "nostri", ma anche gli altri. Secondo la nostra Costituzione, non è la piazza che sceglie il Presidente della Repubblica, me i rappresentati del popolo che, divisi nelle varie forze politiche, si confrontano e decidono.
  • La chiusura totale del M5S verso una qualsiasi soluzione condivisa col PD insieme al rifiuto da parte del Partito Democratico di convergere su un candidato proposto dal MoVimento, hanno forzatamente condotto al tentativo di formare un governo PD-PDL, col risultato che Berlusconi è tornato a fare la voce grossa. E pensare che solo qualche mese fa il PDL era dato in via di dissoluzione. Adesso i sondaggi vedono il partito di Berlusconi decisamente avanti, quindi Silvio può trattare con il coltello dalla parte del manico, esigendo e sventolando la possibilità di elezioni immediate, nel caso non venga accontentato.
Non mi pare ci sia da essere né soddisfatti né contenti.

M.R.


lunedì 22 aprile 2013

Poteva essere diverso


Credo sia la prima volta nella storia della nostra Repubblica che l'elezione di un Presidente sia stata accolta da un così grande scetticismo. Il colpevole maggiore di questo stato di cose è il PD che, dopo il disastro elettorale, ha affossato ogni possibilità di cambiamento con il comportamento irresponsabile dei suoi grandi elettori. Il PD è sempre stato un partito diviso con al suo interno correnti. Ma che si potesse arrivare a tanto era difficilmente prevedibile. L'elezione del Presidente della Repubblica è diventato il campo di battaglia per un regolamento di conti tra bande. Bersani in tutto questo è stato la vittima impotente, ma si è anche dimostrato un pessimo stratega, una figura priva di carisma, un pessimo leader incapace di gestire il più grande partito italiano.  Mi aggiungo a quei molti che hanno gridato al suicidio politico. Aggiungo a suicidio l'aggettivo pilotato. Si perché quando una parte del partito in assemblea dichiara una cosa, poi all'atto pratico ne fa un'altra, non si può che scorgere in questo una regia precisa. Qui si va molto oltre al Renzi si/no. Qui si parla di potentati che giocano alla guerra sulle spalle degli elettori,  un atteggiamento di una gravità assoluta, paragonabile al peggio del peggio espresso dai recenti passati governi. Chi esprime il suo dissenso internamente, si batte per le sue idee, chi  è causa di profonde riflessioni ma poi si comporta con rispetto e responsabilità, fa il bene del partito. Chi dice una cosa, poi nel segreto dell'urna trama, è un vigliacco che va cacciato. 

Dopo il fine settimana che ha restaurato Napolitano, si può dar atto al M5S di aver avuto ragione nel considerare il PD un soggetto poco credibile. Tuttavia rimane il dubbio riguardo a quello che poteva essere fatto o meno, anche in queste condizioni. Poteva il M5S scegliere di convergere su Prodi che comunque rientrava nella rosa dei 10 "quirinabili" (anche se solo ottavo)? Con i 163 voti del MoVimento Prodi sarebbe stato eletto, e forse adesso non saremmo qui a parlare di restaurazione. Come era facile prevedere, adesso il M5S sarà messo ai margini e non sarà per nulla facile per i grillini portare avanti le proprie idee, visto che Napolitano vuole impostare l'operato del prossimo governo sull'agenda Monti. Anzi, è molto probabile che il MoVimento si vedrà scippate i propri cavalli di battaglia utili ai partiti per riacquistare credibilità. Partiti che penseranno bene di tornare al voto al momento opportuno, solo quando saranno pronti. Bisognerebbe quindi chiedere a Grillo, che prima urla al golpe(golpe?), poi convoca la piazza, poi in piazza non ci va, se ritiene ancora utile la tattica dei duri e puri senza se e senza ma. Non c'è stato nessun golpe, neppure un "golpino" furbo, semplicemente il candidato del M5S non è stato votato, nel rispetto delle regole democratiche. Non sempre compromesso è sinonimo di inciucio, esiste anche quello buono fatto di sintesi positiva. Viene da chiedersi perchè solo e soltanto Rodotà. I parlamentari grillini dicono che Rodotà è stato scelto dal popolo, però dovrebbero mostrarci i numeri. Per usare il termine "popolo", mi aspetto almeno un paio milioni di voti, ma penso che, come nel caso delle parlamentarie, saranno poche decine di migliaia. Un po' pochi per gridare all'investitura popolare. Rodotà, ottantenne, da anni nel sistema, con uno stipendio/pensione di tutto rispetto. Non esattamente il modello anti casta che dal MoVimento ti aspetti. 

In questo momento occorreva tirar fuori coraggio e lo si dimostra non arroccandosi sulle proprie posizioni, ma, anche, dando fiducia a chi riteniamo nostro possibile interlocutore. In Italia non si è mai governato da soli, tranne durante il Ventennio. La storia della nostra democrazia è sempre stata caratterizzata dalle alleanze, dal pentapartito fino alle coalizioni di centro destra - centro sinistra. Nessuno ha mai avuto i numeri per governare da solo, figuriamoci per cambiare un sistema. Sciocco è stato il PD a rifiutare alcuni alleati in campagna elettorale, ritenendosi talmente avanti nei sondaggi da poter fare a meno di piccole percentuali. Sciocco è stato Grillo, credendo che i partiti fossero morti, che bastasse accusare, insultare, urlare, mettere tutto in streaming per portate a casa un risultato.

In tutto questo triste teatrino, la Destra ho ottenuto una roboante vittoria semplicemente stando a guardare.  Il PDL che sembrava sparito solo pochi mesi fa, adesso assiste alla dissoluzione del PD. La Destra in Italia è quel che è, anzi forse non è nemmeno una Destra vera e propria, aggrappata a Berlusconi, senza il quale non avrebbe una identità. Bisognerebbe domandarsi dove sta il reale confine tra Destra e Sinistra perché si è avuta l'impressione che chi vuol male alla sinistra si trovi nella sinistra stessa, o le faccia del male per il proprio tornaconto. Da questa prospettiva ha davvero ragione Grillo, quando si rivolge ai due maggiori partiti con i nomi PDL e PD-L.

M.R.